Ci si imbatte spessissimo in questa domanda, formulata al professionista in via preventiva, nelle fasi preliminari ad un conferimento incarico. Premesso che il dono della preveggenza non è di questo mondo, la richiesta economica a fronte di un incarico di redazione di perizia giurata è quasi sempre in relazione al tempo impiegato per espletarla e sottostà a molteplici fattori ed incognite che è meglio vadano individuati a priori, se possibile. Più raramente ci si accorda in base ad una percentuale sull'importo del contenzioso, quando questi sia determinato in modo "certo" e condiviso.

Vediamo assieme quali sono gli elementi che possono incidere sul calcolo degli onorari. 

Stato di definizione del problema: "Presumiamo che tizio abbia copiato un file". Non si sa cosa, non si sa quando, non è nemmeno certo l'abbia fatto e magari non si sa nemmeno da quale postazione di lavoro. Di PC ce ne sono una decina ed ovviamente occorre controllarli tutti magari su una timeline di anni. "Caio ha introdotto un virus nel sistema", magari perchè il solito cuggino lo ha suggerito durante una cena fra parenti ed il sospetto è un tarlo difficile da eliminare.

Stato di avanzamento del contenzioso: Operare con un fascicolo di parte già formato, magari completo di repliche e memorie difensive è molto più agevole che dover contribuire alla formazione del fascicolo stesso. Ammesso che il problema sia stato ben definito, nel primo caso si tratta "solamente" di effettuare delle verifiche ed apportare eventuali correzioni. Nel secondo caso invece bisogna analizzare a fondo il problema e formare una strategia tecnica di presentazione delle prove, con l'obbligo di dire ovviamente la verità meno quella che potrebbe danneggiare il cliente. A volte si rimane sorpresi da "un semplice problema" accompagnato da una pila di carta alta un metro.

Complessità del problema: Stabilire se un messaggio e-mail è stato ricevuto o spedito il giorno x all'ora y è cosa ben diversa da cercare in un disco, magari danneggiato, se l'utente ha copiato dei dati (non meglio precisati) su una chiavetta in un giorno imprecisato. Un indagine forense su un server è cosa ben diversa dall'analisi di una chiavetta da pochi gigabyte. Alcune analisi possono durare mesi, altre settimane, raramente pochi giorni. Se si pensa anche ad impianti di automazione industriale composti da sensori, PLC, processori dedicati sviluppati ad hoc... magari privi di documentazione o specifiche tecniche... occorre aggiungere qualche giorno per verificare in via preliminare la complessità del problema e definirlo con maggior precisione, solo per preventivare con una stima di massima.

Livello di collaborazione del cliente: "faccia lei" e quando serve qualche informazione l'interessato risulta irreperibile o vago. "...mi serve x ed y per procedere..." ed il cliente non fornisce risposte o il materiale richiesto o ritarda eccessivamente in quanto "ha altro da fare". Certo il professionista ci metterà di più e di conseguenza l'onorario salirà in modo giustificato e proporzionale.

Livello di preparazione ed esperienza del consulente: Formare una prova senza conoscere un minimo di leggi o peggio operare senza la strettissima collaborazione del legale è un suicidio. Molti "consulenti" magari tecnicamente preparati lo fanno, senza rendersi conto di cosa scrivono mettendo nei pasticci il cliente. Anche la scrittura della relazione tecnica va ponderata con attenzione, senza imprecisioni, genericità, superficialità o peggio affermazioni scontate e non suffragate da motivazioni tecnicamente condivisibili. Anche la professionalità e l'esperienza si pagano.

Il giuramento: Su questo non si discute. Giurare di fronte a dei testimoni che quanto affermato risponde a verità è un assunzione di responsabilità. Tale assunzione ha un costo relativo alla delicatezza delle affermazioni che derivano dai riscontri oggettivi ottenuti e che mai devono sottostare alla volontà del cliente. Tanto più il problema è delicato e grave e tanto più il professionista tende a chiedere per tutelarsi di fronte a probabili chiamate a testimoniare, interventi di chiarimento, stesura di memorie o repliche la cui necessità può dipendere dal livello di litigiosità della controparte e no certo dalla propria volontà.

In base alla combinazioni delle variabili di cui sopra, è chiaro come risulti estremamente difficoltoso, se non impossibile dato il numero di incognite, stabilire a priori un onorario indicando una cifra che abbia un senso. E umanamente sensato chiedere un preventivo senza sapere quanto la controparte ha voglia di "litigare" o tirarla per le lunghe? senza conoscere a fondo il problema? La verità è che ogni perizia è diversa dalle altre ed ogni consulente opera come meglio crede per arrivare al risultato richiesto. Non ne esistono due di uguali su problemi apparentemente identici e pertanto non possono "costare uguale".

Se il cliente insiste nel pretendere che venga indicata una cifra a preventivo, è meglio considerare che tale richiesta segnala una totale mancanza di fiducia nel professionista (aspetto su cui è opportuna una introspezione profonda per comprenderne a fondo le cause) o che il problema non è chiaramente percepito dal cliente con chiarezza e completezza. In questi casi è meglio rinunciare a quello che si preannuncia un insoluto o una contestazione certa a fronte di qualsiasi cifra richiesta. Anche dire di no è indice di professionalità, Come nel caso di quell'impiegato di un azienda di costruzioni edili, una persona grezza ed ignorante che in confronto gli oranghi o i lombrichi sembrano professori universitari. Pretendeva il listino prezzi per la redazione delle perizie. Voleva sapere, e pretendeva insistentemente di sapere, il costo di una perizia per pagina, l'elenco delle perizie per tipologia con relativa quotazione, l'indicazione del tempo necessario per fare una perizia in base a delle tipologie pre-codificate. Pretendeva che la stesura venisse fatta presso il suo ufficio, in sua presenza, in modo da poter verificare le ore effettivamente necessarie. Tutte informazioni ritenute indispensabili per stabilire a priori il "budget" e per conoscere gli elementi su cui intervenire per ridurre il costo, rivelando inoltre come la prestazione fosse considerata un costo e non come un opportunità di dimostrare, sul piano tecnico, le proprie ragioni ed agevolare avvocato di parte ed indirettamente il CTU con conseguente riduzione dei tempi.  

Fatte queste considerazioni credo sia chiaro che la domanda iniziale "Quanto costa una perizia giurata" è priva di senso e non può avere una risposta sensata. Ma dato che alla fine insistono ed esistono persone insulse che di cose insensate le fanno, è giusto che trovino risposte in "consulenti informatici" insulsi che la risposta la danno... "...costa 1.000 euro e se sforiamo il budget la avviso e decidiamo bonariamente cosa fare...le va bene? ", "certo!" Preso!

Grandesso Giovanni

P.S. Il criceto si è perso e la ruota non gira. Ripeto: Il criceto si è perso e la ruota non gira.